La Via Francigena è l'antica via dei pellegrini che dall'Inghilterra portava a Roma, e i suoi tratti toscani sono tra i più belli dell'intero cammino. Camminare tra le colline della Toscana a primavera, di pieve in pieve, di borgo in borgo, è un modo lento e profondo di vivere il paesaggio, lontano dalle auto e dal turismo mordi e fuggi. Bastano un paio di gambe allenate e la voglia di rallentare.
I tratti più belli
- Da San Gimignano a Monteriggioni: tra le torri medievali e i borghi murati, colline coltivate e boschi.
- Da Monteriggioni a Siena: l'arrivo nella città del Palio a piedi, dalla Porta Camollia, è emozionante.
- Da Siena alla Val d'Orcia: il tratto più scenografico, tra le crete senesi e i paesaggi patrimonio UNESCO.
Camminare a tappe
Non serve fare tutto il cammino: la Francigena toscana si può affrontare anche in un weekend lungo, scegliendo due o tre tappe. La primavera è perfetta: le temperature sono miti, i campi verdi e fioriti, e non c'è il caldo opprimente dell'estate. Si dorme in ostelli, agriturismi e foresterie lungo il percorso.
Cosa portare
- Scarpe da trekking già rodate e zaino leggero: ogni grammo si sente sui chilometri.
- La credenziale del pellegrino, da timbrare lungo la via, ricordo prezioso.
- Borraccia, cappello e crema solare: a primavera il sole toscano già scalda.
- Mappe o app dedicate: il percorso è segnalato ma serve attenzione.
Il senso del cammino
Camminare cambia il ritmo del viaggio. Si notano i dettagli, si parla con la gente, si arriva nei borghi stanchi e affamati, e ogni piatto sa di più. La pici fatta a mano, il pane sciocco, il vino di una cantina lungo la strada: tutto ha un altro sapore dopo venti chilometri a piedi.
La Via Francigena in Toscana è un viaggio nell'anima del paesaggio italiano. Lento, faticoso e bellissimo, come tutte le cose che valgono.