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Bagaglio a mano o in stiva? La guida 2026 per non pagare supplementi con Ryanair, easyJet e Wizz Air

Le regole sul bagaglio cambiano da compagnia a compagnia e i supplementi al gate possono costare più del biglietto: ecco come non farsi sorprendere nel 2026.

Bagaglio a mano o in stiva? La guida 2026 per non pagare supplementi con Ryanair, easyJet e Wizz Air

Il prezzo del volo è ormai la parte più prevedibile del viaggio: quaranta euro andata e ritorno per Cracovia, ventidue per Budapest, anche meno se prenoti con due o tre mesi d'anticipo. Il vero rischio, quello che trasforma una vacanza da 80 euro in una da 160, si nasconde nella policy bagagli — e le tre grandi compagnie low cost europee la interpretano in modi diversi, spesso incompatibili tra loro. Chi viaggia abitualmente con Ryanair, easyJet e Wizz Air nella stessa stagione lo sa bene: la borsa che passa gratis su un volo diventa un supplemento da controllare al gate su un altro, e la differenza si misura in centimetri, non in buon senso.

Perché le misure contano più del prezzo del biglietto

Ogni compagnia stabilisce due categorie di bagaglio a mano: quello incluso sempre nel prezzo del biglietto, da tenere sotto il sedile, e quello che richiede una tariffa più alta o un supplemento a parte, da mettere in cappelliera. Il primo è quasi sempre più piccolo di quanto ci si aspetti, ed è proprio lì che si concentrano le multe al gate. Ryanair richiede 40x20x25 cm per la borsa gratuita; easyJet accetta 45x36x20 cm nello stesso spazio; Wizz Air scende a 40x30x20 cm. Sembrano differenze minime, ma bastano cinque centimetri in più di profondità per far scattare il controllo del misuratore metallico all'imbarco, quello con lo sportellino che si chiude a scatto. E non è nemmeno detto che il misuratore sia uguale da un aeroporto all'altro: chi ha volato più volte con la stessa compagnia sa che a Bergamo il controllo è quasi sempre più rigido che a Treviso, semplicemente perché il traffico è più alto e il personale ha meno tempo per fare eccezioni. Bisogna quindi trattare la misura dichiarata online come un limite assoluto, non come un'indicazione di massima da interpretare con un po' di elasticità, perché quell'elasticità un giorno costa cara.

Le tre policy a confronto

  • Ryanair: borsa piccola gratis (40x20x25 cm, max 10 kg indicativi), trolley da cabina 55x40x20 cm solo con tariffa Priority o Plus, a partire da circa 6-8 € se acquistato in anticipo e molto di più al check-in online tardivo.
  • easyJet: una borsa sotto il sedile inclusa in ogni tariffa, il trolley grande in cappelliera richiede la tariffa "Up Front" o "Extra Legroom", oppure l'acquisto separato del bagaglio a mano maggiorato.
  • Wizz Air è quella che penalizza di più chi arriva impreparato: la borsa piccola è gratis, ma il trolley da 55x40x23 cm passa solo con WIZZ Priority, e c'è persino chi si è visto contestare uno zaino da trekking rigido perché sporgeva di due centimetri dal sagomatore.

Meglio arrivare al gate già certi delle proprie misure che scoprirle sul momento: gli addetti all'imbarco non fanno sconti, e il metro è sempre lo stesso, borsa dopo borsa, senza eccezioni per chi ha "solo un centimetro in più".

Il trucco della "seconda borsa" che in realtà non è un trucco

Molti viaggiatori italiani continuano a citare il "trucco del giubbotto con le tasche enormi" o della "borsa della spesa riempita fino all'orlo" come se fosse ancora un modo per portare più roba gratis. Non lo è più, o meglio: lo è sempre meno, perché il personale di terra negli aeroporti più trafficati — Bergamo Orio al Serio, Roma Ciampino, Milano Malpensa Terminal 2 — ha ricevuto istruzioni precise per contestare i capi visibilmente gonfi di oggetti. Un aneddoto che gira spesso tra chi lavora in aeroporto, e che vale la pena raccontare: un passeggero diretto a Cracovia si è visto chiedere di svuotare il piumino imbottito di libri prima ancora di arrivare al gate, con la fila che si allungava dietro di lui mentre il personale annotava la scena con la faccia di chi l'ha già vista altre cento volte.

Quello che funziona davvero, invece, è organizzare il contenuto della borsa piccola per sfruttare ogni centimetro cubo disponibile senza deformarne la sagoma esterna. Le organizer da viaggio in tessuto compresso, quelle che si trovano da Decathlon o su Amazon a 12-15 € per un set da tre, comprimono i vestiti fino al 30% in meno di volume mantenendo la borsa rigida e regolare — proprio ciò che il sagomatore controlla. Conviene anche indossare la giacca più pesante in aereo invece di piegarla in valigia: nessuna compagnia ha mai contestato un cappotto indossato, per quanto ingombrante, perché tecnicamente non è bagaglio.

Bagaglio in stiva: quando conviene comprarlo online

Se il tuo viaggio richiede più di un cambio di vestiti — e per qualunque cosa oltre i tre-quattro giorni è quasi sempre così — il calcolo tra bagaglio a mano maggiorato e bagaglio in stiva va fatto prima di prenotare, non dopo. Un bagaglio da stiva fino a 20 kg acquistato in fase di prenotazione o nei giorni successivi costa in genere tra 9 e 25 € su Ryanair, a seconda della rotta e della stagione, con i prezzi che salgono sensibilmente sulle tratte più richieste di luglio e agosto. Lo stesso bagaglio comprato al banco in aeroporto, il giorno della partenza, può arrivare a costare 45-60 €: praticamente il prezzo di un secondo biglietto aereo. Su Wizz Air la forbice è ancora più ampia, perché il supplemento last-minute in aeroporto viene calcolato come penale, non come tariffa bagaglio.

Conviene sempre acquistare il bagaglio in stiva online, con almeno una settimana di anticipo, anche se non sei sicuro al cento per cento di averne bisogno: il costo aggiuntivo rispetto all'acquisto last minute è quasi sempre superiore al rischio di aver pagato per un servizio che poi non hai usato fino in fondo. Da evitare, invece, l'abitudine di aggiungere il bagaglio in stiva "per sicurezza" su viaggi di due giorni con zaino: in quel caso il bagaglio a mano gratuito, se organizzato bene, copre quasi sempre l'intero fabbisogno, e il supplemento diventa solo un costo inutile.

Il caso Wizz Air: perché conviene diffidare della tariffa più economica

Ma allora conviene ancora prenotare con Wizz Air, se il conto finale rischia di avvicinarsi a quello di una compagnia tradizionale?

Wizz Air pubblicizza spesso le tariffe più basse in assoluto sulle rotte verso l'Europa dell'Est — Cracovia, Budapest, Bucarest, Sofia — ma la tariffa "Basic" non include altro che la borsa piccola sotto il sedile. Qualunque cosa in più, dal trolley da cabina alla scelta del posto, viene venduta separatamente, e il totale finale può superare del 60-70% il prezzo iniziale mostrato in fase di ricerca. Bisogna quindi confrontare sempre il prezzo "tutto incluso" — bagaglio, posto, eventuale check-in prioritario — e non il prezzo civetta della prima schermata, che su questa compagnia in particolare è quasi sempre la voce meno rappresentativa del costo reale.

Cosa mettere in valigia per non sforare il peso

Il controllo del peso, quando previsto, riguarda quasi sempre il bagaglio in stiva più che quello a mano, ed è lì che si concentrano i supplementi più salati: superare di anche solo 1-2 kg il limite dichiarato (in genere 20 kg su Ryanair ed easyJet, 20 o 32 kg su Wizz Air a seconda dell'opzione scelta) comporta una penale al banco che può arrivare a 10-15 € per ogni chilo in eccesso. Vale la pena, quindi, pesare la valigia a casa con una bilancia da bagaglio digitale — se ne trovano di affidabili sotto i 10 € — e lasciare sempre un margine di sicurezza di almeno mezzo chilo, perché le bilance aeroportuali non sono tarate allo stesso modo di quelle domestiche e qualche etto di scarto è normale.

L'errore che costa più di tutti: il check-in al gate

Non fare mai il check-in al gate se hai la possibilità di farlo online nelle 24-48 ore precedenti. Su Ryanair, chi si presenta senza carta d'imbarco stampata o caricata sull'app paga una penale che parte da 55 € a persona, indipendentemente dal bagaglio: è una delle voci di ricavo più redditizie per la compagnia, ed è anche la più facile da evitare, perché basta impostare una notifica sul telefono 48 ore prima della partenza. Lo stesso vale, con importi leggermente diversi, per easyJet e Wizz Air: nessuna delle tre compagnie ha convenienza a semplificare questo passaggio, perché il check-in tardivo genera più margine di quanto ne generi il biglietto stesso.

Un caso vero: il weekend a Cracovia che è costato il doppio

Vale la pena raccontare un episodio concreto, perché riassume quasi tutti gli errori possibili in un colpo solo. Due amici partiti da Bergamo per un weekend di tre giorni a Cracovia avevano pagato 19 € a testa per il volo Wizz Air, convinti di cavarsela con meno di 50 € totali a persona. Al gate, uno dei due si è visto contestare lo zaino da trekking — troppo rigido, troppo pieno, di due centimetri oltre il sagomatore — e ha dovuto pagare 45 € sul posto per il trolley da cabina maggiorato. L'altro, arrivato al banco senza carta d'imbarco stampata perché convinto bastasse l'app senza aver fatto il check-in online, ha pagato altri 35 € di penale. Nessuno dei due aveva controllato le regole nei giorni precedenti, fidandosi del ricordo di un volo fatto l'anno prima con un'altra compagnia, che aveva regole completamente diverse. Il weekend da 50 € a testa è diventato, tra i due, un conto complessivo vicino ai 230 €: più del costo di un weekend prenotato con una compagnia tradizionale e bagaglio incluso fin dall'inizio. E la parte più amara, raccontata poi da uno dei due, è che il supplemento pagato al gate di Cracovia in contanti non compare da nessuna parte nella ricevuta del volo, quindi al rientro nessuno dei due è nemmeno riuscito a quantificare con precisione quanto avesse speso in più rispetto al preventivo iniziale.

La lezione che se ne trae non è "evita le low cost", perché restano quasi sempre la scelta più economica per chi viaggia leggero e organizza tutto con qualche settimana d'anticipo. È che il prezzo reale di un volo low cost si vede solo dopo aver sommato bagaglio, posto e check-in — mai prima. Chi prenota guardando solo il numero grande in home page finisce quasi sempre per pagare la differenza al gate, nel modo meno conveniente possibile.