Sardegna

Sardegna a primavera: trekking sul Golfo di Orosei prima dei bagnanti

Sardegna a primavera: trekking sul Golfo di Orosei prima dei bagnanti

La Sardegna è sinonimo di mare turchese e spiagge affollate. Ma c'è un'altra Sardegna, quella di primavera, fatta di sentieri tra le rocce, macchia mediterranea in fiore e calette raggiungibili solo a piedi o in barca. È la stagione ideale per il trekking: il clima è mite, la natura esplode e le calette più famose sono ancora deserte.

Il Golfo di Orosei e il Supramonte

La costa centro-orientale, tra falesie a picco e calette nascoste, è un paradiso per chi cammina. A primavera la macchia profuma di elicriso, mirto e cisto in fiore, e le temperature sono perfette per le lunghe escursioni che d'estate sarebbero un supplizio.

Le calette da raggiungere a piedi

  • Cala Goloritzé: spiaggia-simbolo con la guglia di roccia, raggiungibile solo a piedi (o via mare). Monumento naturale.
  • Cala Luna: ampia, selvaggia, con le grotte alle spalle.
  • Cala Mariolu e Cala Sisine: acque cristalline, ciottoli bianchi, pochissima gente fuori stagione.

Il Selvaggio Blu

Per i più esperti, il Selvaggio Blu è considerato il trekking più impegnativo d'Italia: più giorni lungo la costa selvaggia, tra arrampicate e calate in corda. La primavera è il periodo giusto per affrontarlo, sempre con una guida esperta.

Pratico

  • Scarpe da trekking robuste: i sentieri sono rocciosi e impegnativi.
  • Porta molta acqua: in quota le fonti sono rare anche a primavera.
  • Per le calette più difficili o per il Selvaggio Blu, affidati a guide locali.
  • A tavola: porceddu, pane carasau, pecorino sardo, seadas come dolce.

La Sardegna a primavera è verde, fiorita e silenziosa. Una terra antica da scoprire camminando, quando le spiagge famose appartengono ancora solo al vento e alle onde.