Il piazzale di Alberese, alle otto del mattino di fine agosto, è già mezzo pieno di camper e di auto con le tavole da SUP legate sul tetto. Eppure basta imboccare il sentiero che costeggia il fiume Ombrone per capire perché la Maremma resta uno dei pochi angoli di costa toscana dove, a duecento metri dal parcheggio, il rumore del traffico sparisce quasi del tutto. Qui la buona stagione non finisce a Ferragosto: settembre, anzi, è probabilmente il periodo migliore per scoprire una zona che tra pinete, dune e borghi fortificati copre oltre cento chilometri di costa, dal delta dell'Ombrone fino al confine con il Lazio.
Il Parco Naturale della Maremma, tra Alberese e le Torri dell'Uccellina
Il cuore selvaggio della zona è il Parco Regionale della Maremma, conosciuto anche come Parco dell'Uccellina, che si estende per circa 9.000 ettari tra macchia mediterranea, pinete secolari e paludi salmastre. L'accesso principale è dal centro visite di Alberese, dove in alta stagione (fino a fine settembre) l'ingresso alla zona costiera avviene solo con la navetta del parco, circa 8 euro andata e ritorno per gli adulti, mentre da ottobre si può proseguire a piedi o in bici senza restrizioni. Dentro il parco vivono ancora i cavalli maremmani al pascolo semibrado e i famosi butteri, i mandriani a cavallo che qui lavorano da generazioni, oltre a cinghiali, aironi cenerini e, con un po' di fortuna al tramonto, i daini che escono dalla macchia verso i prati di Collelungo. Chi ha gambe buone può salire fino ai ruderi dell'abbazia di San Rabano, un'ora e mezza di cammino tra ginepri e lecci, con una vista sulla costa che ripaga ogni goccia di sudore. Conviene arrivare entro le nove del mattino: dopo quell'ora, nei weekend di fine estate, i parcheggi a raso di Alberese si riempiono e la navetta comincia ad avere liste d'attesa.
- Sentiero A1 (Torre di Collelungo): 5,5 km, adatto a chi ha poco tempo, spiaggia libera in fondo al percorso
- Sentiero A6 (San Rabano): l'itinerario più impegnativo, obbligatorio con guida nei mesi estivi
- Percorso in bici verso Marina di Alberese, il più comodo con bambini, e probabilmente quello che rende meglio l'idea di cosa fosse la Maremma prima delle bonifiche
Le spiagge meno affollate: da Cala Violina a Talamone
Cala Violina è ormai tutt'altro che un segreto — Instagram l'ha resa piuttosto nota negli ultimi anni — ma resta comunque una delle spiagge più belle della Toscana meridionale, con sabbia chiarissima che scricchiola sotto i piedi e un pineta alle spalle che offre ombra vera, non i teli stesi accanto agli altri. Si raggiunge solo a piedi, venti minuti dal parcheggio di Pian d'Alma (5 euro per l'intera giornata), e restare fino al tardo pomeriggio, quando i gruppi organizzati se ne vanno, cambia completamente l'esperienza. Punta Ala, poco più a nord, è l'opposto: stabilimenti curati, campo da golf, un porto turistico con yacht che raramente hanno meno di dodici metri, e prezzi da beach club vero, con ombrellone e due lettini che possono arrivare a 35-40 euro al giorno in agosto. Castiglione della Pescaia mescola i due mondi, con un centro storico arroccato sopra il porto canale e chilometri di spiagge attrezzate verso il Tombolo, mentre Talamone, all'estremità meridionale, resta un borgo di pescatori quasi intatto, con calette libere raggiungibili solo a piedi e un castello aragonese che domina il promontorio.
Da evitare, se possibile, il weekend centrale di agosto su tutte queste spiagge: i parcheggi lungo la costa maremmana si esauriscono entro le nove e mezza, e la polizia municipale multa senza troppa clemenza chi lascia l'auto sulle strade provinciali. Meglio spostare la visita a un martedì o mercoledì qualunque, quando lo stesso tratto di litorale si svuota di almeno un terzo dei visitatori.
Capalbio e l'entroterra, un passo indietro nel tempo
Capalbio, di sera, svuotata dai turisti di giornata, sembra davvero un altro paese.
Il borgo medievale, arroccato su una collina a pochi chilometri dal mare, viene spesso definito la "piccola Atene" per il numero di intellettuali e politici che lo frequentano da decenni, ma resta accessibile: le mura di cinta si percorrono gratuitamente, e da lì la vista spazia fino al mar Tirreno e, nelle giornate più limpide, fino all'Argentario. Poco distante, il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle merita una deviazione anche per chi di solito evita i parchi tematici — ingresso 15 euro, aperto solo nel pomeriggio da aprile a ottobre. Chi cerca un punto d'appoggio meno turistico dell'Argentario può considerare proprio Capalbio come base: gli agriturismi nell'entroterra costano sensibilmente meno che sulla costa, con doppie a partire da 70-80 euro a notte in bassa stagione.
Le terme di Saturnia: le cascate gratuite e la spa
Le Cascate del Mulino, a Saturnia, sono probabilmente l'immagine più condivisa della Maremma: vasche di travertino bianco scolpite dall'acqua sulfurea a 37,5 gradi, accessibili gratuitamente 24 ore su 24, tutto l'anno. Il problema è che lo sanno tutti, e tra le undici e le sedici, soprattutto nei weekend estivi, il posto diventa affollatissimo, con file per entrare nelle vasche più fotogeniche e parcheggi improvvisati lungo la strada che portano regolarmente a multe. Il consiglio, quasi banale ma pochi lo seguono davvero, è arrivare alle sette del mattino o tornare dopo le diciannove: la luce del tardo pomeriggio sull'acqua turchese, con appena una decina di persone in giro, vale da sola il viaggio fino in Maremma. Chi preferisce un'esperienza più tranquilla e attrezzata può scegliere il Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, poco più a monte, che dà accesso a nove piscine termali con ingresso giornaliero a partire da circa 50-55 euro nei giorni feriali. Non è la stessa cosa delle cascate libere — manca quel senso di scoperta, e paghi per un servizio che altrove è gratis — ma se il weekend è quello che è, con le vasche pubbliche prese d'assalto, lo scambio può avere senso.
Come muoversi, dove dormire e quanto costa davvero
La Maremma senz'auto è complicata: i treni della linea Tirrenica fermano a Grosseto, Orbetello e Follonica, ma da lì le corriere verso i borghi dell'entroterra sono rade, soprattutto la domenica. Un'auto a noleggio da Grosseto costa in genere 35-50 euro al giorno in bassa stagione, molto meno di quanto si spenda poi in benzina per raggiungere posti come Saturnia o l'Uccellina, che restano fuori da qualsiasi rete di trasporto pubblico decente. Per dormire, Grosseto stessa è spesso la scelta più economica e più comoda come base logistica, con B&B a 60-70 euro a notte e una posizione centrale rispetto a mare, terme e Parco della Maremma; la costa, da Castiglione della Pescaia a Punta Ala, costa quasi sempre il 30-40% in più per lo stesso periodo. Settembre, oltretutto, porta con sé un vantaggio che in molti sottovalutano: il mare resta caldo fino quasi a metà ottobre, mentre le tariffe di hotel e agriturismi scendono già dalla prima settimana del mese, appena dopo la chiusura delle scuole.
Chi arriva da nord, magari da Firenze o da Siena, può pensare a un itinerario di tre o quattro giorni che unisca costa ed entroterra senza correre: una notte a Grosseto per il parco e le prime spiagge, due notti tra Capalbio e Saturnia per borghi e terme, e magari un'ultima tappa a Talamone prima di ripartire. Non serve fare tutto: la Maremma, più di altre zone della Toscana, premia chi rallenta e sceglie due o tre posti da vivere bene, non una lista di tappe da spuntare in fretta. L'ultima luce del giorno sulle Torri dell'Uccellina, con il profumo di ginepro che sale dalla macchia, resta comunque il ricordo che la maggior parte dei visitatori si porta a casa.