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Isole minori senza auto: come arrivarci a luglio senza impazzire con i traghetti

Eolie, Egadi, Pontine: a luglio l'auto sull'isola è quasi sempre un errore. Quali compagnie scegliere, come prenotare e perché la nave lenta a volte batte l'aliscafo.

Isole minori senza auto: come arrivarci a luglio senza impazzire con i traghetti
Aliscafo in arrivo al porto di un'isola eolia in una mattina d'estate
Gli aliscafi del primo mattino restano liberi più a lungo: in vacanza nessuno ama svegliarsi all'alba.

C'è un momento preciso, di solito intorno al 10 luglio, in cui prenotare un traghetto per le Eolie o per le Egadi diventa un piccolo incubo. I posti auto spariscono, gli orari del pomeriggio si riempiono per primi, e chi arriva al porto senza biglietto rischia di passare mezza giornata seduto su una valigia. La buona notizia è che per quasi tutte le isole minori italiane l'auto non serve, anzi spesso è un peso. E muoversi senza significa pagare meno, prenotare all'ultimo e non litigare con i parcheggi a Milazzo o a Napoli.

L'auto sull'isola: quasi sempre un errore

Partiamo dalla cosa che nessuno ti dice in agenzia. A Panarea le auto private sono vietate da decenni, a Stromboli idem, e a Capri il traffico estivo è limitato al punto che portarci la macchina è semplicemente assurdo. Anche dove sarebbe permesso, come a Lipari o all'Isola d'Elba, il costo del passaggio auto sul traghetto cambia tutto: tra andata e ritorno in alta stagione si superano facilmente i 120-150 euro solo per il veicolo, a cui aggiungi i biglietti delle persone. Per quella cifra noleggi uno scooter sull'isola per tre giorni e ti resta pure il resto per le granite.

La regola che mi sono dato, dopo anni di estati passate tra Sicilia e Toscana, è semplice: porto l'auto solo se l'isola è grande e mal servita dai mezzi. Elba sì, perché ha settant'anni di strade e i bus non coprono tutte le calette. Favignana no, perché in bici la giri in mezza giornata. Ischia è il caso limite: l'autobus circolare funziona benissimo, ma se alloggi a Sant'Angelo e arrivi carico di bagagli, un trasferimento in taxi all'arrivo ti risolve la vita meglio di una Panda imbarcata a Pozzuoli.

Prenotare il traghetto: tempi reali, non quelli del sito

Le compagnie principali sono sempre le stesse e conviene conoscerle per nome. Per le Eolie ci sono Liberty Lines (gli aliscafi veloci da Milazzo) e Siremar per le navi più lente e più economiche. Per le Egadi di nuovo Liberty Lines da Trapani e Marsala. Per le Pontine ci pensa Laziomar da Formia e Anzio, mentre per l'Elba il tratto Piombino-Portoferraio è coperto da Moby, Toremar e Blu Navy, spesso con prezzi diversi sullo stesso orario.

Ecco quello che ho imparato a luglio, e che il sito di prenotazione non ti spiega:

  • Gli aliscafi del mattino presto, prima delle 8, restano liberi più a lungo: la gente in vacanza odia svegliarsi.
  • Il ritorno della domenica pomeriggio è il primo a esaurirsi, sempre, su qualsiasi rotta.
  • Per le navi lente Siremar puoi quasi sempre fare il biglietto in giornata al botteghino del porto, mentre per gli aliscafi veloci in agosto è meglio avere il posto in tasca.
  • I bagagli oltre una certa misura a volte si pagano a parte sugli aliscafi, e nessuno te lo dice finché non sei in fila.
Un trucco che funziona davvero: se il traghetto che vuoi è pieno, controlla la compagnia concorrente sullo stesso porto. Su Milazzo e Trapani le rotte si sovrappongono, e mentre Liberty Lines segna tutto esaurito, Siremar magari ha ancora posti per due ore dopo.

Cosa cambia davvero in alta stagione

Il problema serio di luglio non è il prezzo del biglietto, che resta abbordabile: una corsa in aliscafo Milazzo-Lipari viaggia sui 22-25 euro a tratta. Il problema è la prevedibilità. Con il mare mosso da maestrale gli aliscafi vengono cancellati per primi, perché beccheggiano troppo, mentre le navi lente reggono meglio. Se hai un volo di rientro stretto e vento previsto, prendi la nave anche se ci mette il doppio. L'ho imparato perdendo un aereo a Catania per fidarmi di un aliscafo delle 15 che non è mai partito.

C'è poi la questione degli orari ridotti. Molte isole hanno un servizio fittissimo da metà luglio a fine agosto e poi quasi nulla a giugno o settembre. Sembra un dettaglio, ma se programmi una gita giornaliera tra due isole dell'arcipelago — diciamo da Lipari a Salina per pranzo — devi controllare l'ultima corsa di ritorno con attenzione maniacale, perché restare bloccati una notte fuori non è un'avventura romantica quando hai prenotato altrove.

Il consiglio scomodo

Conviene rinunciare all'isola più famosa dell'arcipelago e puntare su quella accanto. A luglio Capri è un formicaio, ma Procida a venti minuti di traghetto resta vivibile e costa la metà. Lo stesso vale per Favignana rispetto alle altre Egadi, o per Salina rispetto a Lipari. Non è snobismo da viaggiatore: è che su un'isola piccola e affollata l'estate diventa una fila continua, e il senso di andare su uno scoglio in mezzo al Tirreno è esattamente l'opposto.

Se proprio devi vedere il posto cartolina, vacci in barca per la giornata e dormi altrove. Una gita organizzata da Lipari verso Stromboli per vedere la sciara del fuoco al tramonto costa intorno ai 35-45 euro e ti evita di cercare un letto a Stromboli a luglio, che è un'impresa da sola.