Lo chiamano il piccolo Tibet d'Italia, e quando arrivi a Campo Imperatore capisci perché: un altopiano sterminato a 1.800 metri, circondato dalle vette del Gran Sasso, dove cavalli e mucche pascolano liberi e l'orizzonte si perde. A primavera, quando la neve si ritira e i prati si tingono di verde e di fiori, è uno dei luoghi più spettacolari e selvaggi dell'Appennino.
Campo Imperatore, l'altopiano infinito
L'altopiano si raggiunge in auto da Assergi (o con la storica funivia) e si estende per chilometri. La strada che lo attraversa è un'esperienza in sé: panorami immensi, silenzio, mandrie al pascolo. A primavera i tappeti di genziane, viole e crochi colorano i prati appena liberati dalla neve.
Trekking e natura
- La salita al Corno Grande (la vetta più alta dell'Appennino, 2.912 m) per gli esperti, ancora innevata a primavera.
- Escursioni dolci sull'altopiano, adatte a tutti, tra cavalli liberi e marmotte.
- L'avvistamento della fauna: camosci appenninici, aquile reali e, con molta fortuna, il lupo.
Storia e leggenda
A Campo Imperatore si trova l'albergo dove fu tenuto prigioniero Mussolini nel 1943, prima della liberazione. Il luogo, isolato e severo, ha un fascino storico oltre che naturalistico. Nei dintorni, borghi come Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte completano il viaggio.
Pratico
- A primavera in quota fa ancora freddo: porta abbigliamento da montagna anche se a valle è mite.
- Verifica l'apertura della strada e della funivia, che dipendono dall'innevamento.
- A tavola: arrosticini, pecorino di Farindola, lenticchie di Santo Stefano, zafferano dell'Aquila.
Il Gran Sasso e Campo Imperatore sono l'Abruzzo più epico: montagna vera, spazi immensi e una natura potente. A primavera, con i prati che rinascono, sono uno spettacolo che pochi si aspettano nel cuore dell'Italia.