Toscana

Val d'Orcia a novembre: la Toscana che nessuno fotografa

Val d'Orcia a novembre: la Toscana che nessuno fotografa

La cartolina della Val d'Orcia è sempre la stessa: colline verdi, cipressi in fila, luce di maggio. Ma a novembre quelle colline sono marroni di terra arata, la nebbia si infila tra i filari e i bus turistici sono tornati a casa. È il momento in cui la Val d'Orcia smette di posare e diventa un posto dove vivere lentamente un fine settimana.

Pienza senza la fila per il pecorino

D'estate Corso il Rossellino è un fiume di gente. A novembre entri nelle botteghe del pecorino di Pienza e il norcino ha tempo di farti assaggiare lo stagionato in foglie di noce, il fresco, quello sotto cenere. Compra anche un po' di miele e qualche salume.

Bagno Vignoni, vapore sull'acqua

La piazza-vasca termale del borgo, con il vapore che sale nelle mattine fredde, è più suggestiva proprio adesso. Non ci si fa il bagno lì, ma poco sotto ci sono le pozze libere del Parco dei Mulini: gratis, calde, perfette al tramonto.

Il giro dei cipressi e delle pievi

  • La strada tra San Quirico e La Foce, con i cipressi a zig-zag più fotografati al mondo, deserta.
  • La Cappella di Vitaleta nella nebbia: vai a piedi, sono pochi minuti dai parcheggi indicati.
  • Montalcino e una bottiglia di Brunello o, per spendere meno, un Rosso di Montalcino di giornata.

Pratico

Porta scarpe chiuse: i sentieri tra i campi sono fango pieno dopo le piogge. La nebbia di solito si dissolve verso metà mattina, quindi tieni la macchina pronta all'alba. A tavola: pici all'aglione, ribollita, cinghiale.

La Toscana di novembre non è quella delle riviste. È più silenziosa, più ruvida, e per questo più vera.