L'Umbria è piccola e questo è il suo segreto: in mezza giornata passi da un borgo all'altro senza autostrade. Nel ponte di inizio novembre, con le gite scolastiche finite e i pullman spariti, i centri storici tornano ai gatti e a qualche anziano sulla panchina. È il momento dell'olio nuovo, e si sente nell'aria.
Spello, il borgo dei vicoli fioriti senza i fiori
In primavera Spello è invasa per le Infiorate. In autunno è vuota e forse più bella: pietra rosa, archi, scalette che salgono ripide verso la chiesa. Sali fino alla parte alta e poi lasciati scendere a caso.
Bevagna, fuori dal tempo
Piazza Silvestri è una delle più armoniose dell'Italia centrale, e d'autunno te la godi senza tavolini ovunque. Fermati a vedere le botteghe medievali del Mercato delle Gaite, quando aperte.
Montefalco e il Sagrantino
La chiamano la ringhiera dell'Umbria: dalla piazza circolare si vede mezza regione. Qui nasce il Sagrantino, vino scuro e tannico che chiede carne e tempo. Molte cantine ricevono con una semplice telefonata.
Cosa portarsi a casa
- Una bottiglia di olio extravergine appena franto, verde e pungente.
- Lenticchie di Castelluccio se passi più a sud.
- Una bottiglia di Sagrantino di Montefalco per l'inverno.
Pratico
Base comoda: Foligno o un agriturismo tra gli ulivi. Le distanze sono brevi, ma le strade sono curve: calcola tempi rilassati. A tavola cerca la torta al testo farcita, gli strangozzi al tartufo e la palomba alla ghiotta.
L'Umbria d'autunno non ti chiede di correre. Ti chiede solo di rallentare quanto basta per sentire l'odore dell'olio nuovo.