Trentino

Foliage e funghi in Trentino senza la calca dei laghi

Foliage e funghi in Trentino senza la calca dei laghi

Il foliage trentino che vedi su Instagram è quasi sempre lo stesso lago, lo stesso pontile, la stessa fila per il parcheggio. Ma il Trentino è soprattutto valli laterali dove a inizio novembre i larici diventano oro puro e non c'è nessuno a fotografarli.

Il larice, il protagonista vero

A differenza degli altri conifere, il larice in autunno perde gli aghi e prima di farlo si accende. Le pendici si tingono di giallo e arancio in mezzo al verde scuro degli abeti. La quota giusta a inizio novembre è tra i 1.200 e i 1.800 metri.

Tre valli da preferire

  • Val di Sole alta e Val di Rabbi: parco dello Stelvio, boschi fitti, cascate. Poca gente in settimana.
  • Val di Cembra: terrazzamenti di vite e larici, il Lago Santo come premio.
  • Vanoi e Primiero: angolo dimenticato, malghe che chiudono la stagione con formaggi di fine alpeggio.

Funghi, ma con rispetto

Novembre regala ancora chiodini e qualche porcino tardivo dopo le piogge. Servono il permesso di raccolta del comune o della provincia e un minimo di conoscenza: nel dubbio, lascia stare e compra dai raccoglitori autorizzati al mercato.

Mangiare di stagione

Le malghe e i rifugi propongono canederli, polenta con funghi, capriolo in salmì e strudel. È cucina che scalda, fatta per chi ha camminato.

Pratico

Le giornate sono corte: parti presto, il buio arriva verso le cinque. Strade di valle a volte già con ghiaccio all'ombra al mattino: gomme adatte. E controlla le aperture delle malghe, molte chiudono dopo Ognissanti.

Il Trentino fuori stagione non è un ripiego. È il Trentino di chi vuole sentire il bosco invece di fotografarlo in coda.