C'è un odore preciso che segna l'autunno appenninico: castagne sul fuoco e foglie bagnate. Nei fine settimana di fine ottobre decine di borghi tra Toscana, Emilia e Liguria tirano fuori i bracieri e improvvisano sagre che non finiscono su nessuna guida patinata. Meglio così.
Cosa cercare in una sagra vera
Diffida di quelle troppo organizzate, con gli stand di gadget cinesi. Quella buona ha tre cose: un comitato di anziani che gira le caldarroste, il castagnaccio fatto in casa con rosmarino e pinoli, e i necci, le cialde di farina di castagne cotte tra i testi roventi, farcite di ricotta.
Tre zone che non sbagliano
Garfagnana
Qui la castagna è storia di sopravvivenza, non folklore. A Cascio, Pieve Fosciana e dintorni la farina di neccio è DOP. Prova la polenta dolce di castagne.
Appennino bolognese
Marradi e la valle del Lamone sono famose per il Marrone IGP. La sagra dura più weekend e c'è perfino un trenino storico che ci arriva.
Alta Lunigiana
Borghi di pietra come Filattiera e Bagnone, dove i marroni finiscono anche nei primi piatti e nei dolci di pasta di castagne.
Consigli pratici
- Arriva presto: le caldarroste finiscono e i parcheggi pure.
- Porta contanti: molti banchetti non hanno il POS.
- Vestiti a strati: al sole si sta bene, all'ombra dei vicoli no.
Si torna con un sacchetto di marroni che profumano l'auto e la lista di tre paesi a cui tornare. L'autunno sull'Appennino non è un evento: è una stagione che si mangia.