Matera è diventata famosa in fretta, forse troppo. Tra primavera ed estate i Sassi si riempiono di comitive, di set cinematografici, di gente in fila per la stessa foto dal belvedere. In autunno la città di pietra ritrova il suo respiro lento, e camminare nei vicoli scavati nel tufo torna un'esperienza intima.
Perdersi è il programma
I due rioni, Sasso Caveoso e Sasso Barisano, sono un labirinto: scale, archi, tetti che sono terrazze di altre case. Non serve un itinerario rigido. Scendi verso il torrente Gravina, alza lo sguardo, lasciati sorprendere. La luce d'autunno, bassa e calda, accende il tufo verso il tramonto.
Cosa non perdere
- Una casa grotta arredata come prima dello sfollamento degli anni Cinquanta: capisci da dove arriva questa città.
- Le chiese rupestri con affreschi bizantini, scavate nella roccia.
- Il belvedere di Murgia Timone, dall'altra parte della gravina: vista completa sui Sassi, soprattutto all'imbrunire.
A tavola
Pane di Matera IGP, croccante fuori e giallo dentro, peperoni cruschi fritti e croccanti, orecchiette, cialledda. La cucina è povera e potente, fatta di pochi ingredienti veri.
Pratico
- Scarpe comode e suola buona: si cammina sempre su pietra liscia, in salita e discesa.
- Dormi in un albergo diffuso nei Sassi: svegliarsi tra il tufo è un'altra cosa.
- Le giornate sono ancora miti, ma la sera scende il freddo: porta una giacca.
Matera fuori stagione non è un set. È una città che ha attraversato la miseria e la rinascita, e nei mesi tranquilli te lo racconta senza dover urlare.