Le Langhe d'estate sono un set fotografico preso d'assalto. Ma a fine ottobre, finita la vendemmia, tornano un posto vero: le file di vite diventano gialle e rosse, la nebbia sale dal Tanaro al mattino e i pullman turistici spariscono. È il momento in cui i vignaioli hanno di nuovo tempo per parlarti.
Il tartufo bianco, senza retorica
Ad Alba la Fiera del Tartufo è in pieno svolgimento, ma il modo migliore per capirlo non è il mercato affollato del sabato. È farsi consigliare una trattoria di paese dove un uovo fritto con qualche lamella sopra costa il giusto e sa di terra. Il tartufo bianco non si cuoce: si grattugia all'ultimo, a crudo.
Tre borghi per rallentare
- La Morra: dalla terrazza si vede mezzo Barolo. Bar tranquilli, cantine che ricevono senza appuntamento blindato.
- Neive: uno dei borghi più belli d'Italia, ma fuori stagione è tuo. Mattoni, archi, silenzio.
- Monforte d'Alba: salita ripida fino all'auditorium all'aperto, vista che ripaga il fiato.
Mangiare e bere giusto
Oltre al tartufo, l'autunno qui è stagione di carne cruda battuta al coltello, tajarin al ragù di salsiccia, e il bonet a fine pasto. Sul vino, non solo Barolo: chiedi un Dolcetto o una Barbera di giornata, costano poco e si bevono benissimo.
Quando andare
Settimana dal lunedì al giovedì. Le cantine grandi vogliono comunque una telefonata, ma molte piccole aziende familiari aprono la porta se chiami al mattino per il pomeriggio. La nebbia di solito si alza verso le undici: tieni la macchina fotografica pronta all'alba.
Si riparte con due bottiglie sul sedile e l'odore di tartufo che non se ne va dalla giacca. Le Langhe vere si visitano quando smettono di posare.