Le Foreste Casentinesi non urlano. A fine ottobre, mentre tutti corrono in Trentino, qui il faggio vira al rame e l'abete bianco resta scuro a fare da contrasto. Si cammina senza incrociare nessuno per ore, e il bosco fa quel rumore di foglie secche che in città ti scordi.
Quando andare
La finestra buona è tra il 18 ottobre e il 5 novembre, ma dipende dall'altitudine. Sotto i mille metri il colore arriva più tardi; sopra Camaldoli si anticipa. Evita la domenica: la strada per Badia Prataglia diventa una processione di auto. Il martedì e il mercoledì il parcheggio dell'Eremo è quasi vuoto.
I tre sentieri che valgono il viaggio
Camaldoli e la foresta antica
Dall'Eremo parte un anello tranquillo tra abeti piantati dai monaci secoli fa. Sono alberi alti, dritti, con poca luce a terra: l'effetto cattedrale è reale, non da cartolina.
La Cascata dell'Acquacheta
La nomina Dante nell'Inferno. Si parte da San Benedetto in Alpe, due ore tra faggi e castagni fino al salto d'acqua. In autunno la portata è generosa e le foglie galleggiano nelle pozze.
La Lama e i cervi
Verso sera, nei prati alti, i cervi bramiscono. Porta il binocolo e resta in silenzio: è il momento dell'anno in cui si fanno vedere.
Pratico
- Scarpe da trekking vere: i sentieri sono umidi e le foglie nascondono le radici.
- Pranzo al sacco o trattoria a Badia Prataglia: prova i tortelli di patate e la zuppa di funghi.
- Niente campo per il telefono in molti tratti: scarica le mappe offline prima.
Si torna a casa con gli scarponi infangati e la sensazione di aver rubato un weekend al calendario. L'autunno qui non è uno spettacolo organizzato: è solo un bosco che fa il suo mestiere.