In agosto le Cinque Terre sono un imbuto: treni pieni, sentieri a senso unico, foto col gomito del vicino. A novembre cambia tutto. Il mare resta di quel blu profondo che sa di Liguria, i borghi tornano a respirare e i sentieri si percorrono ascoltando solo il vento e le onde sotto.
I sentieri alti, quelli veri
Il celebre Sentiero Azzurro a livello mare è spesso chiuso a tratti per frane. Poco male: i sentieri alti, tra le vigne terrazzate e i muretti a secco, sono più belli e meno scontati. La salita da Vernazza verso il Santuario di Reggio ripaga con una vista che da basso non immagini.
Tre borghi, tre umori
- Vernazza: il porticciolo, la chiesa sul mare, i tavolini dei bar finalmente liberi.
- Corniglia: l'unica sospesa in alto, raggiunta da una scalinata che scoraggia i frettolosi. Per questo è la più quieta.
- Manarola: al tramonto le case colorate si specchiano nel mare. Resta per l'ora blu.
Mangiare di mare e di terra
Stagione di acciughe di Monterosso, trofie al pesto, muscoli ripieni e una sciacchetrà, il vino dolce da meditazione, da centellinare. Il bianco delle Cinque Terre è minerale e sa di salsedine.
Pratico
- Usa il treno regionale tra i borghi: la Cinque Terre Card costa meno fuori stagione.
- Scarpe da trekking obbligatorie sui sentieri alti, spesso umidi.
- Controlla online le chiusure dei sentieri il giorno stesso: cambiano in continuazione.
Le Cinque Terre d'autunno non sono uno sfondo per le foto. Sono di nuovo cinque paesi di pescatori e vignaioli aggrappati alla roccia, e finalmente lo si capisce.